Reverse Charge per titolari di Partita IVA


Reverse Charge per titolari di Partita IVA: di cosa si tratta

Con il termine Reverse Charge o inversione contabile si indica una particolare procedura in base alla quale gli obblighi relativi  all’assolvimento dell’imposta sul valore aggiunto – IVA – sono traslati da un soggetto ad un altro.

L’originario campo di applicazione della procedura è stato il settore edile.

Con il meccanismo del Reverse Charge, colui che esegue i lavori in subappalto non addebita l’Iva sulla propria fattura. Il soggetto appaltatore, invece, che riceve la fattura, dovrà registrare tale documento integrando il valore dell’imposta. Di conseguenza, l’obbligo di versamento dell’imposta si sposta dal subappaltatore all’appaltatore principale.

Nel corso del tempo, poi, sono state ampliate le ipotesi di assoggettamento alla disciplina del Reverse Charge.

Dal 2015 la procedura del Reverse Charge si applica anche alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi riguardanti i lavori di pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento di edifici. La novità contenuta nella legge di stabilità 2015 modifica l’art. 17, comma 6, DPR 633/72, inserendo la lettera a) ter. In pratica, colui che esegue detti lavori emetterà una fattura senza applicazione dell’imposta. Colui che, invece, riceverà la fattura, dovrà registrarla integrandola con il valore dell’imposta.

Reverse Charge: aggiornamenti anno 2016

Reverse ChargeIl Reverse Change 2016 si applica anche ad altri settori prima esclusi, per cui dal 2015, è obbligatorio applicarlo anche alle operazioni del settore edile energetico e della grande distribuzione, quest’utlima solo dopo il parere del Consiglio Europeo.

Nello specifico le operazioni, che si aggiungono a quelle già previste dalla precedente normativa sono:

  • Nuovo Reverse Charge prestazioni di servizi di pulizia demolizione;
  • installazione di impianti e di completamento relative a edifici;
  • trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra;
  • trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
  • cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo rivenditore;
  • cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari;
  • cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo.

Per le operazioni del settore energetico, l’applicazione del Reverse Charge è per 4 anni mentre per quelle della grande distribuzione, si dovrà attendere il parere e l’autorizzazione del Consiglio dell’Unione europea.